Accendi la voce a.s. 2020-2021

Il contest di lettura ad alta voce in ricordo di Ovidiu Stamulis, riservato agli studenti del ITET Capitini
i vincitori sono.....:

1° Eliana D'Alvia, "Lettera d'amore" di Karl Valentin
2° Gioia Rescigno , monologo da American Beauty

“Lettera d’amore” di Karl Valentin
Mio Caro Amato,
con mani piene di lacrime prendo la penna nelle mie mani e ti scrivo.
Perché da tanto tempo non mi hai più scritto? Quando ancora l’altro giorno mi hai scritto che mi avresti scritto se non ti scrivevo io?
Ieri mi ha scritto anche mio padre. Scrive di averti scritto.
Ma tu non mi hai scritto una sola parola del fatto che lui ti ha scritto.
Se tu mi avessi scritto almeno una sola parola sul fatto che mio padre ti ha scritto, io avrei scritto a mio padre che tu gli avresti voluto scrivere, ma che purtroppo non avevi avuto il tempo di scrivergli, altrimenti gli avresti scritto.
E’ una cosa ben triste questo nostro scriverci, perché tu non hai scritto in risposta ad uno solo degli scritti che io ti ho scritto. Sarebbe diverso se tu non sapessi scrivere, perché allora io non ti scriverei affatto, tu invece sai scrivere però non scrivi lo stesso quando io ti scrivo.
Chiudo il mio scritto con la speranza che ora finalmente mi scriverai, !altrimenti questo sarà l’ultimo scritto che io ti ho scritto.
Se tu però anche questa volta non mi dovessi scrivere, scrivimi almeno che non mi vuoi scrivere affatto, così se non altro saprò perché non mi hai scritto.
Perdona la mia brutta scrittura, mi viene sempre il crampo dello scrivano quando scrivo.
A te naturalmente il crampo dello scrivano non verrà mai. Perché tu non scrivi mai!

Saluti e baci.
Tua
N. N.

monologo tratto da American Beauty

“Ho sempre saputo che ti passa davanti agli occhi tutta la vita nell’istante prima di morire. Prima di tutto, quell’istante non è affatto un istante: si allunga, per sempre, come un oceano di tempo. Per me quell'istante, fu… lo starmene sdraiato al campeggio dei boy scout a guardare le stelle cadenti; le foglie gialle, degli aceri che fiancheggiavano la nostra strada; le mani di mia nonna, e come la sua pelle sembrava di carta. E la prima volta che da mio cugino Tony vidi la sua nuovissima Firebird. E Janie, e Janie… e Carolyn.

Potrei essere piuttosto incavolato per quello che mi è successo, ma è difficile restare arrabbiati quando c’è tanta bellezza nel mondo. A volte è come se la vedessi tutta insieme, ed è troppa. Il cuore mi si riempie come un palloncino che sta per scoppiare. E poi mi ricordo di rilassarmi, e smetto di cercare di tenermela stretta. E dopo scorre attraverso me come pioggia, e io non posso provare altro che gratitudine, per ogni singolo momento della mia stupida, piccola, vita. Non avete la minima idea di cosa sto parlando, ne sono sicuro, ma non preoccupatevi: un giorno l’avrete.”